Mediterranean blues
Who has the right to narrate, map, and explain the Mediterranean?
Untying thought from the sovereignty of so-called Western objectivity leads to repositioning it within interweaving currents composing a historical density and cultural complexity that challenges the existing state of knowledge. Our understandings can no longer be reduced to a single language or perspective, no matter how universal its claims may be.
Renegotiating the historical and cultural spaces of the Mediterranean leads us to confront a series of much broader questions, not necessarily authorised by European lexicons and Western spacetime.
Undoing, bending, and interrupting the linearity of the empty, homogeneous time of “progress”, we confront the colonial clock with other tempos and rhythms. These sustain other spaces, other histories, and lives.
Chi ha il diritto di raccontare, mappare e spiegare il Mediterraneo?
Slegare il pensiero dalla sovranità della cosiddetta oggettività occidentale porta a riposizionarlo all’interno di correnti intrecciate che compongono una densità storica e una complessità culturale che mettono in discussione lo stato attuale delle conoscenze. Le nostre comprensioni non possono più essere ridotte a un unico linguaggio o a un’unica prospettiva, per quanto universali possano essere le sue pretese.
Rinegoziare gli spazi storici e culturali del Mediterraneo ci porta a confrontarci con una serie di questioni molto più ampie, non necessariamente autorizzate dai lessici europei e dallo spazio-tempo occidentale.
Sciogliendo, piegando e interrompendo la linearità del tempo vuoto e omogeneo del «progresso», contrapponiamo all’orologio coloniale altri tempi e ritmi. Questi sostengono altri spazi, altre storie e altre vite.
Chi ha il diritto di raccontare, mappare e spiegare il Mediterraneo?
Slegare il pensiero dalla sovranità della cosiddetta oggettività occidentale porta a riposizionarlo all’interno di correnti intrecciate che compongono una densità storica e una complessità culturale che mettono in discussione lo stato attuale delle conoscenze. Le nostre comprensioni non possono più essere ridotte a un unico linguaggio o a un’unica prospettiva, per quanto universali possano essere le sue pretese.
Rinegoziare gli spazi storici e culturali del Mediterraneo ci porta a confrontarci con una serie di questioni molto più ampie, non necessariamente autorizzate dai lessici europei e dallo spazio-tempo occidentale.
Sciogliendo, piegando e interrompendo la linearità del tempo vuoto e omogeneo del «progresso», contrapponiamo all’orologio coloniale altri tempi e ritmi. Questi sostengono altri spazi, altre storie e altre vite.
Mediterraneo blues
Chi ha il diritto di raccontare, mappare e spiegare il Mediterraneo?
Slegare il pensiero dalla sovranità della cosiddetta oggettività occidentale porta a riposizionarlo all’interno di correnti intrecciate che compongono una densità storica e una complessità culturale che mettono in discussione lo stato attuale delle conoscenze. Le nostre comprensioni non possono più essere ridotte a un unico linguaggio o a un’unica prospettiva, per quanto universali possano essere le sue pretese.
Rinegoziare gli spazi storici e culturali del Mediterraneo ci porta a confrontarci con una serie di questioni molto più ampie, non necessariamente autorizzate dai lessici europei e dallo spazio-tempo occidentale.
Sciogliendo, piegando e interrompendo la linearità del tempo vuoto e omogeneo del «progresso», contrapponiamo all’orologio coloniale altri tempi e ritmi. Questi sostengono altri spazi, altre storie e altre vite.
Una geografia di parole e attraversamenti
Mediterranean blues è un progetto personale di scrittura di contenuti e ricerca di Iain Chambers che vive a Napoli. Raccoglie lavori che interrogano il Mediterraneo come spazio di storia, conflitto, memoria e movimento.
Tra analisi del colonialismo e della Palestina, riflessioni sulle migrazioni e letture della cultura contemporanea, ogni testo cerca connessioni oltre i confini disciplinari e geografici.
Questo spazio presenta testi in italiano e in English; ogni contributo è accompagnato dall’indicazione della lingua per rendere la consultazione immediata.
Esplora i lavori
Una selezione di scritti, interventi e materiali di ricerca divisa in cinque settori deliberatamente intrecciati. I contenuti sono disponibili in italiano e inglese, con la lingua indicata in ogni scheda.
Palestine & Colonialism
Analisi, appunti e scritture critiche su Palestina, potere coloniale, resistenza e memoria.
English / Italiano
Mediterranean & Migration: voci in movimento
Storie e riflessioni sulle rotte mediterranee, le mobilità, le frontiere e i diritti.
English / Italiano
Conferenze
Interventi pubblici, presentazioni e conversazioni nate dall’incontro tra ricerca e pubblico.
Books/Libri
Testi che cercano di approfondire gli argomenti in una maniera interdisciplinare e transculturale.
English / Italiano
Il Mediterraneo come archivio
Una raccolta di paesaggi, storie, memorie e conflitti letti attraverso una prospettiva mediterranea.
English / Italiano
Video
Alcuni video che trattano degli argomenti di questo sito.
English / Italiano
Il Mediterraneo non è uno sfondo
È una lingua di mare, una frontiera contesa, un luogo di partenze e ritorni. Mediterranean blues mette in relazione parole, fonti e voci per raccontarne le complessità.
Leggi, guarda, ascolta, approfondisci
Entra nel portfolio di Mediterranean Blues e scopri saggi, testi culturali, presentazioni, video e scritture dedicate al Mediterraneo e alle sue molteplici storie.

Contatti
Napoli, Campania
Italia
info@mediterranean-blues.it